martedì 24 maggio 2011

SE IL PAESE DERAGLIA

(Concita de Gregorio, L'Unità)

Mentre la destra di governo, a Milano, scopre l’esistenza del Mullah Pisapiah diretta emanazione, secondo Bossi, di Al Qaeda (praticamente l’erede meneghino di Bin Laden, meno male che dovevano abbassare i toni e limitare almeno il ridicolo) l’Italia disinteressata all’indiscutibile e concreto pericolo che drogati e musulmani occupino palazzo Marino - gay mancini e ladri d’auto albini nelle retrovie, anziani terroristi a far da palo - l’Italia vera, dicevo, arranca nel disastro economico con un piede nella povertà e l’altro nella trincea della sopravvivenza. 



L’Italia che non ne può più nemmeno dei pistolotti in tv, che tanto poi le multe dell’Agcom alla Rai le paghiamo sempre noi col canone e con le tasse di cui Berlusconi sembra disporre come di un balzello personale, qui le metto, qui le tolgo, se state buoni le cancello e sennò le raddoppio. L’Italia delle donne che mandano avanti la baracca mettendo il vestito da lavoro in ufficio e togliendo i tacchi per le scale di casa, che dentro aspettano i figli e i nonni da accudire senza nemmeno il tempo di dire come va: due miliardi di ore di cura di bambini e anziani, l’Istat lo chiama “aiuto informale”, così, una mano tanto per passare il tempo, lieto volontariato, piacere puro e generoso, niente di che. Figuratevi, anzi: c’è bisogno d’altro? Possiamo forse esservi utili a ripianare le buche nelle strade, sulla via del rientro, o a togliere due sacchi d’immondizia di quelli abbandonati davanti a casa, visto che l’amministrazione pubblica non ce la fa?
In questa Italia, che di tutto avrebbe bisogno tranne che di una classe politica che si balocca con la paura dell’Islam mentre invita minorenni marocchine a casa sua, succedono cose di cui nessuno parla e che fanno paura davvero, invece, perchè parlano di omertà e di omissioni, di potere che difende se stesso, di bugie che lasciano una scia di morte e di dolore. Di solito non sono nella scaletta dei tg, nessuna multa sarà dovuta in questo caso.
Dedichiamo la nostra copertina, oggi, all’inchiesta di Roberto Rossi sulla strage di Viareggio: un treno carico di gas liquido deraglia ed esplode il 29 giugno 2009, 32 morti. Le carte della procura di Lucca e i controlli incrociati ci dicono che il carrello che si è spezzato, quello le cui immagini vedete per la prima volta in prima pagina, era arrugginito. L’esplosione lo ha lanciato lontano dalle fiamme, lo vedete così come era quel giorno, come quando si è rotto: “In gravi condizioni di deterioramento”. 

E’ molto improbabile, concludono gli inquirenti, che sia stato revisionato 8 mesi prima dell’incidente, come la ditta austriaca che li produce e che avrebbe dovuto a norma di legge fare i controlli sostiene. Le parti sottoposte a controllo - dopo essere state revisionate - sono sabbiate, riverniciate. Questo con tutta evidenza non lo è. Il carrello si è rotto, il treno ha deragliato, il gas è esploso, 32 persone sono morte. Per sovrapprezzo dai contratti di cui siamo in possesso risulta che il gas trasportato non costituiva per le Ferrovie un affare vantaggioso: anzi, era un business in perdita. Costava più di quanto rendeva. Il gas così generosamente fatto recapitare a domicilio era destinato alla Aversana Petroli di Casal di Principe, società della famiglia Cosentino. Quel Cosentino, quella famiglia. Ma parliamo ancora del Mullah Pisapiah e del pericolo islamico, conviene.

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