giovedì 9 dicembre 2010

Chiesa e Governo, Cardinal Bertone “offre” Casini a Berlusconi

Il Cardinale Bertone
Il premier non si dimetterà. E' certo di avere i numeri alle Camere per incassare la fiducia, seppur di pochi voti. Poi salirà al Colle per il nuovo mandato e l'Udc entrerà nell'esecutivo. I finiani insistono: "Lasci o votiamo la sfiducia"
L’atto finale dello scontro tra Gianfranco Fini e il premier ha un protagonista assoluto: Pierferdinando Casini. La Santa Sede ha bloccato sul nascere l’alleanza tra il leader centrista e i finiani. Il Cardinal Ruini ha convocato a pranzo, la scorsa settimana, il presidente dell’Udc per dirgli di non sostenere in alcun modo Fini, considerato, per le sue posizioni sull’eutanasia, vicino a Pierluigi Bersani...
  Il presidente della Camera è disposto a sostenere un Berlusconi bis a condizione che includa l’Udc e, soprattutto, che il Cavaliere si dimetta prima del passaggio in aula per la fiducia. Il presidente del Consiglio, invece, è disposto a coinvolgere nell’esecutivo gli uomini di Casini, ma a lasciare l’incarico prima del 14 dicembre non ci pensa neanche. Perché sarebbe la resa a Fli, significherebbe certificare che gli uomini di Futuro e Libertà sono determinanti. Il Cavaliere vuole incassare la fiducia per poi salire al Colle con una maggioranza risicata in mano, avendo così garanzie di ricevere dal Capo dello Stato il mandato esplorativo per individuare una nuova maggioranza. Che includerà anche l’Udc con almeno due ministeri e il sottosegretariato alla famiglia. Questa è la proposta che Silvio Berlusconi illustrerà al pranzo all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede dove incontrerà il Cardinale Tarcisio Bertone. I due si erano già visti settimana scorsa in Kazakhistan, ad Astana, in occasione del vertice dell’Ocse. In un incontro definito “casuale” avevano parlato di Casini. Il Cardinale vuole far riavvicinare l’Udc all’area di Governo. L’argomento era già stato affrontato da Gianni Letta quindici giorni fa durante una cena dal cardinale segretario di stato. E settimana scorsa il leader centrista è stato ricevuto dal cardinale Angelo Bagnasco che, seppur defilato, ha vagliato la disponibilità di Casini.

Il pranzo di oggi sarà dunque occasione per individuare definitivamente il percorso di riavvicinamento dell’Udc, caldeggiato dalla Santa Sede. Seppure l’occasione sia la nomina di dieci cardinali, Berlusconi sarà accompagnato da mezzo Governo: il ministro della Giustizia,
Angelino Alfano, il ministro degli esteri Franco Frattini, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, unica donna presente all’incontro e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. Subito dopo, Berlusconi porterà la proposta al vertice del Pdl nel primo pomeriggio. Il rientro di Casini nel Governo piace al Cavaliere perché così ucciderebbe sul nascere il terzo polo. 

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