lunedì 20 dicembre 2010

Vendola compatta il Pd. I rottamatori attaccano

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Franceschini
Bersani
da l'Unità, 20 dicembre 2010, Simone Collini
La proposta degli arresti preventivi di Gasparri da una parte e gli attacchi di Vendola al Pd dall’altra daranno unamanoa Bersani a far passare senza problemi, alla Direzione del partito di giovedì, la proposta di un «patto costituente» con tutte le forze politiche e sociali interessate ad andare «oltre» Berlusconi. A blindare la proposta del segretario, ora che si fa sempre più evidente sia l’Opa sul centrosinistra lanciata dal governatore pugliese sia l’« emergenza democratica» rappresentata da Berlusconi e soci, ci pensano Letta, Franceschini, Bindi, D’Alema. E anche Veltroni, che oggi riunisce gli esponenti di Movimento democratico per una prima discussione, segnerà qualche punto di distanza ma non si metterà di traverso...



 Le critiche ora arrivano soltanto dai cosiddetti “rottamatori” di Renzi e Civati, che dal sito «prossimaitalia. it» lanciano al «caro Segretario» un «appello per salvare le primarie », a cui il Pd «sarebbe disposto a rinunciare in nome di un’alleanza con il nascente Polo della nazione». 
«Credevamo - si legge nella lettera pubblicata sul sito web animato da Renzi e Civati - che pur nelle differenze talvolta aspre che convivono nel Pd, dueelementi ci unissero tutti senza distinzioni: l’essere il PD un partito sempre ecomunque alternativo alle destre (a tutte le destre) e che il metodo del Pd per scegliere le candidature fosse quello delle primarie aperte ai nostri elettori. Il tuo proposito - dicono i “rottamatori” a Bersani - smentisce entrambi questi minimi comuni denominatori, senza peraltro che sia stato possibile su questo consultare la base o almeno discuterne nelle sedi opportune, inmodotrasparente ». 
La discussione ci sarà alla Direzione di giovedì, e a giudicare dalle dichiarazioni di questi giorni a criticare la proposta di Bersani sarà una ristretta minoranza (oltre ai “rottamatori”, Marino e Parisi) mentre i big faranno quadrato. Veltroni oggi discuterà la posizione con cui presentarsi insieme a Gentiloni, Fioroni e agli altri di Movimento democratico, ma sembra intenzionato a mantenere un’apertura di credito nei confronti del leader del Pd. Secondo l’ex segretario il partito deve «investire su se stesso» e solo dopo discutere di alleanze. E se Bersani aprendo i lavori incentrerà il suo discorso sulle proposte di riforma costituzionale e rilancio economico, sottolineando che poi starà alle altre forze avviare o meno su questo un confronto, non mancherà il via libera. 


LA PREOCCUPAZIONE DI D’ALEMA Sul fatto che adesso non si tratta di prospettare un’alleanza con Vendola e Di Pietro o con Fini e Casini insiste anche D’Alema parlando a “Che tempo che fa”: «A noi spetta presentare il progetto. Poi chi lo condivide lo sosterrà. Non siamo noi che dobbiamo guardare da una parte o dall’altra. È come in fisica, il corpo più consistente ha maggiore potere d’attrazione. Noi vogliamo fare un governo che affronti i problemi e dia speranze, un governo che per me può unireun arco ampio di forze, anche forze che sembravano lontane». 




Per il presidente del Copasir quella attuale è una fase molto delicata, in cui «le elezioni restano probabili» e in cui non c’è solo la «politica dell’acquisizione a trattativa privata dei deputati » a rappresentare «un brutto passato del quale ci dobbiamo liberare ». Alla vigilia della discussione al Senato della riforma Gelmini, che dovrebbe essere approvata definitivamente mercoledì, Gasparri ha lanciato la proposta di procedere con degli arresti preventivi di studenti e manifestanti. 

D’Alema si rifiuta di interrompere la sua tradizione di non commentare le parole del capogruppo del Pdl a Palazzo Madama,maalla domanda se tema che succeda qualcosa di serio nelle prossime settimane, il presidente del Copasir risponde: «Bisogna stare molto attenti, perché l’interesse alla violenza è un interesse dei gruppi violenti, ma potrebbe diventare anche un modo di chi è al potere di rafforzare il proprio potere. È un gioco che abbiamo già visto anche nel passato».
20 dicembre 2010

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